Anonymous, “attacca” la Cia: oscurato il sito dell’agenzia statunitense
(11 febbraio 2012) NEW YORK – Non c’è 2 senza 3. Nessun’altro proverbio potrebbe riassumere al meglio la natura dell’ennesimo attacco virtuale “made by Anonymous”. Gli hacker della famigerata schiera di pirati della rete, dopo aver attaccato, qualche settimana fa, i siti dell’Fbi e del Ministero della Giustizia Statunitense, hanno messo k.o. anche le pagine web della Cia.
Nel pomeriggio di ieri, infatti, i temuti pirati informatici hanno twittato, utilizzando un’espressione di uso comune tra le teste di cuoio americane per indicare il conseguimento di un obiettivo militare, le seguenti parole: “Cia Tango Down”, ovvero: “Cia operazione conclusa”.
L’azione di pirateria ha segutio le procedure usuali degli attacchi firmati Anonymous. Stando ai rumors, infatti, il sito della Cia, che è rimasto oscurato per 60 minuti, sarebbe stato messo fuori uso in seguito ad un bombardamento telematico che tecnicamente risponde al nome di DDOS, offensiva che ha disarmato anche i sofisticati sistemi di sicurezza dell’agenzia di spionaggio per l’estero degli Stati Uniti d’America.
Nell’ultimo periodo, gli hacker appartenenti ad Anonymous sembrano essere particolarmente ispirati: una decina di giorni fa, infatti, in seguito alla chiusura del sito di sharing gratuito, Megaupload, i pirati del web hanno preso di mira i siti internet delle più importanti major discografiche statunitensi, del Ministero della Giustizia e delle principali case di produzione cinematografica.
L’obiettivo della cerchia di hacker, costituitasi nel 2010, resta sempre lo stesso: battersi per la libera circolazione dei contenuti su internet, salvaguardando la libertà di parola. Intendimento, questo, rimarcato puntualmente in occasione di ogni offensiva.
Nicola Oscar Ottati
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