Salute | Scritto da 23 dicembre 2011

Udito, i lettori Mp3 sono più dannosi del rumore del traffico

(23 dicembre 2011) ROMA- E pensare che l’accusa è sempre stata puntata sui clacson del traffico, i cantieri stradali e tutti i diversi rumori ambientali. In realtà non sono loro i principali responsabili di quell’inquinamento acustico tanto dannoso per le nostre orecchie, bensì, le nostre abitudini. In particolare, secondo uno studio, è l’uso smodato e frequente di lettori Mp3 ed auricolari i carnefici più agguerriti del nostro povero udito.

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A scoprirlo, sono stati i ricercatori della University of Michigan School of Public Healt, rilevando dei dati sorprendenti. Lo studio è stato condotto su 4.500 newyorkesi esposti ai quotidiani rumori ambientali dei mezzi pubblici e delle strade in genere. Solo il 10% dei tester, tuttavia, hanno accusato fastidio. Quando poi, si è estesa l’analisi a tutte le fonti sonore, la percentuale è balzata al 90%. Al primo posto delle cause di fastidio uditivo, attenzione, proprio i lettori Mp3.

Rick Neitzel, professore e autore della ricerca, ha confermato che “il fatto che due persone su tre siano maggiormente esposte al rumore causato dall’ascolto della musica tramite apparecchi portatili è alquanto sorprendente perché finora si era pensato che il posto di lavoro fosse la causa principale di pericolo. Ma le implicazioni delle nostre conclusioni sono altrettanto incredibili”.

“Se infatti questa situazione di rischio fosse causata da un altro fattore, non verrebbe mai tollerata, mentre lo facciamo con il rumore, anche se numerosi studi hanno dimostrato come questo problema sia fonte di svariati disturbi fisici, quali stress, perdita del sonno e malattie cardiache”, ha proseguito Neitzel.

In realtà, già dal 2006 era stato lanciato un primo timido, ma rilevante allarme. I medici americani notarono e segnalarono la grande crescita di casi di giovani che subivano un netto calo delle capacità uditive. Solitamente, questi problemi erano riscontrati principalmente negli ultracinquantenni e i dati raccolti portarono la Commissione Europea a stabilire nuove disposizioni per i produttori di dispositivi acustici.

Michele Fiore

URL breve: http://www.ilquotidianoitaliano.it/?p=131170

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