Diabete e obesità, la Coldiretti rilancia la dieta mediterranea
(10 ottobre 2011) ROMA – Un vecchio detto recita “Mangia, che ti passa” per sottolineare l’importanza di un buon pasto per ristorare stomaco e rilassare la mente. Ebbene, al contrario, i dati della Coldiretti lanciano l’allarme: il 46% degli italiani adulti è in sovrappeso o obeso.
Secondo Coldiretti, appunto, intervenuta durante l’Obesity day, l’obesità è aumentata vertiginosamente negli ultimi dieci anni in stretta dipendenza con la diminuzione del consumo di frutta e verdura nelle tavole delle famiglie italiane (dai 450 ai 350 chili per famiglia) con una crescita proporzionale della diffusione di malattie a essa collegata come diabete, ipertensione, infarto, cancro, malattie cardiovascolari.
L’intervento di Coldiretti è rivolto a indagare un problema educativo di tipo alimentare alla base della diffusione dell’obesità, che ha visto cambiare le abitudini alimentari degli italiani sin da piccoli (solo 1% dei bambini mangia correttamente), già dai primi mesi di vita. Circa il 9 % dei bambini non fa colazione, il 30% lo fa in maniera inadeguata non mangiando quotidianamente frutta e verdura.
A questo si aggiunge la sedentarietà con un bambino su 5 che fa sport per un’ora a settimana. Una corretta ripresa della dieta mediterranea preserverebbe grandi e piccoli dal rischio obesità, in particolare secondo il Barilla Center for Food & Nutrition, la corretta alimentazione del bambino dovrebbe passare attraverso un consumo quotidiano di cereali, frutta e verdura, latte e latticini, carne per sole due-tre volte a settimana, legumi, formaggi, (per due volte a settimana), uova (una sola volta).
L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio nella salute, perché spesso si combina con altre patologie, una delle più tristemente note è il diabete (responsabili dell’80% dei casi di diabete mellito di tipo 2). In Italia ci sono almeno tre milioni di diabetici accertati.
L’International Diabetes Federation aveva stimato per il 2025 il superamento della quota di 3 milioni di persone con diabete in Italia, ma il paese ha raggiunto questa soglia con 15 anni di anticipo. Il 7 % della popolazione ne è affetto, con un costo per la Sanità dello Stato che sembra essere passato dai 5 miliardi di euro del 1998 agli 11 milardi di euro di quest’anno.
Altre due fonti di preoccupazione sono anche il sesso e l’età dei pazienti: il 55% del totale dei malati è di sesso maschile e una persona su 5 ha meno di 55 anni.
Dominga D’Alano
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