Politica | Scritto da 13 luglio 2011

Manovra, avvocati in rivolta: «No alla norma sugli ordini»

«Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, il testo non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti»: è solo una delle tante proteste espresse dagli avvocati e dai notai del Pdl in merito ad alcune norme della maxi manovra finanziaria che sarà votata in Senato venerdì prossimo. Tensioni e malumori all’interno della maggioranza.

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Gli esponenti di centro-destra con titoli di avvocato e notaio, infatti, stanno raccogliendo le firme contro il tanto contestato provvedimento. Tra i punti più discussi, l’articolo 39 bis che riguarda le liberalizzazione delle professioni.

«Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore – ha dichiarato il ministro della Difesa Ignazio La Russa – non mi sembra materia da inserire in un decreto».

I parlamentari del Pdl non hanno poi digerito l’emendamento firmato dai capigruppo dell’opposizione al Senato che prevede l’incompatibilità di cariche, che renderebbe appunto incompatibile l’incarico di parlamentare con quello di sindaco o di presidente di provincia.

L’equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e i cambiamenti nel sistema dei vitalizi sono gli altri motivi di scontro acceso, questioni assolutamente intoccabili per i politici “ammutinati’’.

«State pur certi  –  tuona una parte del Pdl – che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra».

Intanto, il Governo sta ora cercando di trovare una soluzione che possa, per così dire, tener contenti tutti. Il presidente del Senato, Renato Schifani, con i capigruppo di Lega e Pdl, Federico Bricolo e Maurizio Gasparri, il relatore Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della commissione bilancio Antonio Azzollini e il sottosegretario all’economia, Alberto Giorgetti hanno presenziato ad un’apposita riunione per discutere sulla liberalizzazione delle professioni.

«Non ricordiamo un attacco così forte all’avvocatura come quello posto con il decreto legge sulla manovra economica», ha spiegato il presidente dell’ “Oua’’Maurizio de Tilla.

L’ Organismo unitario dell’avvocatura ha già in mente diverse mobilitazioni: almeno 10 giorni di astensione dalle udienze a settembre, un congresso straordinario forense a novembre e una manifestazione nazionale unitaria di tutti i professionisti.

Miki Marchionna

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