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Addio a Sally Ride, la prima donna astronauta degli Stati Uniti

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scritto da erica_introna
pubblicato il 24 luglio 2012, 10:21
ultimo aggiornamento
25 luglio 2012, 15:42

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Sally Ride, laurea in fisica a Stanford, fu ingaggiata dalla Nasa nel 1978 dopo aver risposto a un annuncio sul giornale. Viaggiò in orbita per la prima volta nel giugno 1983 a bordo del Challenger, aveva solo 32 anni. La seconda missione fu quella del 1984: 343 ore nello spazio sempre a bordo del Challenger. Prima di lei solo una sovietica, Valentina Tereskova, aveva viaggiato nello spazio.

Sally Ride, popolarissima negli Stati Uniti, ha aperto la strada a una generazione di astronaute: dopo il suo esempio, sono state 45 le donne, non solo americane, a volare nello spazio, tra cui due come comandanti di missioni shuttle.

«Sally Ride ha rotto la tradizione con grazia e professionalità e ha letteralmente cambiato il volto del programma spaziale americano – ha detto Charles Bolden, ex astronauta – Lei ci mancherà ma la sua stella brillerà per sempre».

Ma nel giorno in cui si è spenta una donna che volava tra le stelle, un’altra donna viene ricordata dal doodle del più importante motore di ricerca, Google. Si tratta di Amelia Earhart, una pioniera dell’aviazione americana. Amelia Earhart viene ricordata attraverso il logo di Google, trasformato in un aereo, per essere stata una grande aviatrice e una donna coraggiosa. Nata il 24 luglio di 115 anni fa, fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico. Il 24 agosto 1932 fu la prima donna a volare ad attraversare gli States senza scalo, partendo da Los Angeles e arrivando a Newark, nel New Jersey.

La Earthart fece perdere le sue tracce durante un volo sull’Oceano Pacifico, mentre tentava l’impresa di circumnavigare il globo.  ”Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo… ” fu l’ultimo messaggio lanciato alla radio dall’aviatrice. Fitto il mistero sulla sua scomparsa: Theodore Roosevelt, allora presidente degli Stati Uniti, autorizzò le ricerche  per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. La donna non fu mai ritrovata ma, secondo diverse teorie complottiste, Amelia sarebbe finita prigioniera dei giapponesi, accusata di essere una spia e, infine, giustiziata.

24 luglio 2012

Erica introna

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