Brasile, Cesare Battisti parteciperà al Carnevale di Rio
(08 febbraio 2012)RIO DE JANEIRO – Non cessa di far parlare di sé, l’ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti: L’uomo è stato condannato all’ergastolo in Italia, ma è rifugiato attualmente in Brasile. ha dichiarato oggi che parteciperà alla sfilata del Carnevale di Rio de Janeiro, dove vive da quasi tre mesi, unendosi al “Cordao do Bola Preta”, la più antica organizzazione di quartiere, situata nel centro della città brasiliana. Per Roberto Menia, coordinatore di Fli, il Brasile dovrebbe far cadere il divieto di estradizione e permetterne l’arresto durante i festeggiamenti carnevaleschi.
Il “Cordao do Bola Preta”, la più antica organizzazione di quartiere di Rio de Janeiro, sfilerà il 10 e il 18 febbraio prossimo per le vie della città del samba. Quest’anno, fra i partecipanti, potrebbe contare un ospite sempre al centro di discussioni internazionali: Cesare Battisti, l’ex militante dei Pac, un gruppo terroristico degli anni ’70.
Lo ha comunicato lo stesso ex detenuto durante un incontro a Brasilia, dove ha avuto anche modo di ringraziare i politici che si sono prodigati perché gli fosse negata l’estradizione in Italia, dove è stato condannato all’ergastolo, “in absentia”, dal 1993.
Battisti, che si trova a Rio de Janeiro da tre mesi, ha detto di aver stretto amicizia con Francisco Ferreira uno dei direttori del prestigioso gruppo, che lo ha invitato a sfilare. “Chiaro che vado, immagina che no – è stato il commento dell’ex terrorista – O Bola Preta porta in strada due milioni di persone”. Quest’anno, evidentemente, ne porterà in strada due milioni e uno.
Decisamente meno entusiasta dell’invito si è dimostrato Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà e capogruppo Fli in Commissione Esteri alla Camera, che in una nota ha commentato la decisione di Battisti:
“Se il Brasile vuole dimostrare di essere veramente un Paese amico, ci dovrebbe aiutare a organizzare un bello scherzo di Carnevale al terrorista assassino, Cesare Battisti, proprio mentre partecipa al Carnevale di Rio: faccia cadere il divieto di estradizione e permetta all’Interpol di catturarlo, magari proprio durante la sfilata di questa grottesca e tragica maschera, nel Sambodromo di Rio”.
Cesare Battisti, che è anche uno scrittore, è stato condannato all’ergastolo in contumacia, con sentenza passate in giudicato, per aver ucciso quattro persone, durante gli anni di piombo. Rifugiatosi in Francia, vi trascorrerà una lunga latitanza, beneficiando della dottrina Mitterand.
Qui, verrà arrestato il 10 febbraio del 2004, a seguito del cosiddetto “patto Castelli-Perben”, che consentiva l’estradizione per coloro che avevano commesso reati di particolare gravità, in epoche precedenti al 1982. Il 30 giugno del 2004, la Francia acconsente all’estradizione. Cesare Battisti si rende nuovamente latitante.
Trasferitosi a Brasilia, è stato qui detenuto in carcere fino al 9 giugno del 2011. Il 31 dicembre del 2010, l’allora presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, aveva rifiutato l’estradizione del detenuto in Italia. Decisione che viene confermata dalla Corte costituzionale brasiliana, l’8 giugno 2011. Dal 9 giugno 2011, Cesare Battisti è un uomo libero.
Per la giustizia italiana, l’uomo, che continua a dichiararsi innocente, è accusato di quattro omicidi: tre come concorrente all’esecuzione e uno come organizzatore, ma eseguito da altri. Le vittime sono: Antonio Santoro (6 giugno 1978), maresciallo della Polizia penitenziaria, Pierluigi Torregiani (16 febbraio 1979: nell’agguato rimase coinvolto il figlio del gioielliere, che da allora vive sulla sedia a rotelle), Lino Sabbadin, macellaio (16 febbraio 1979), Andrea Campagna, agente della Digos (19 aprile 1979).
Eva Signorile
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Ho capito. ma i giornalisti italiani hanno fatto di Cesare battisti una star, più del cantante. Non cambierà niente, lasciate perdere, più fatte vedere, più lui gode…