Gallerie | Scritto da 11 febbraio 2012

August Landmesser: la foto dell’uomo che rifiutò di salutare Hitler

(11 febbraio 2012) – FUKUSHIMA – Questa è la strana storia di una vecchia e sbiadita foto che ritrae un uomo che rimane a braccia conserte in mezzo a un raduno nazista, mentre la folla intorno a lui alza il braccio destro nel rituale saluto romano. Quell’uomo si chiamava August Landmesser e lo scatto che lo ritrae nella sua muta protesta, sta facendo in queste ore il giro del mondo grazie a un sito internet giapponese, su cui è apparso il 4 febbraio scorso.

Landmesser_rifiuto_saluto_Hitler

È il 13 giugno del 1936. Adolf Hitler è in visita ad Amburgo, città tedesca. Qui, nei cantieri navali “Blohm e Voss”, si festeggia il varo di una nave da guerra. La folla è esaltata dall’arrivo di Hitler e tutti alzano il braccio destro, per omaggiare il loro “Führer”. Tutti tranne uno: un operaio di nome August Landmesser, classe 1910, il quale resta ostinatamente con le braccia incrociate sul petto, a sfidare, da solo, il potere nazista.

Di motivi per non levare quel braccio destro, come invece facevano tutti gli altri attorno a lui, August Landmesser ne aveva molti. L’operaio si era iscritto al partito nazista, ma ne era uscito nel 1935: quando cioè il municipio di Amburgo si era rifiutato di registrare il suo matrimonio con la 22enne Irma Eckler, la sua fidanzata incinta: la ragazza era ebrea.

La coppia ebbe due figlie: Ingrid, nata nell’ottobre del1935 e Irene, nata nell’agosto del 1937. Le due bambine non ricevettero il cognome del padre, mentre Landmesser fu incarcerato due volte, tra una nascita e l’altra, con l’accusa di aver “disonorato la razza”. Nel 1938, siccome la storia fra August e Irma continuava, l’operaio di Amburgo fu mandato nel campo di concentramento di Börgermoor, mentre Irma Eckler fu arrestata dalla Gestapo, per poi essere inviata a Oranienburg e, successivamente, a Ravensbrück.

Landmesser uscì dal carcere nel 1941, destinato ai lavori forzati. Fu inviato poi sul fronte russo e qui, se ne perdono le tracce: l’uomo è ufficialmente disperso e si pensa che sia caduto il 17 ottobre del 1944. Irma è probabilmente morta il 28 aprile del 1942, nell’istituto sanitario di Bernburg, dove i nazisti praticavano l’eutanasia sui malati di mente. Solo nel 1951 il municipio di Amburgo ha finalmente riconosciuto il matrimonio di August Landmesser e Irma Eckler.

La foto fu ritrovata nel 1991 e pubblicata dal quotidiano tedesco “Die Zeit”. Il giornale chiedeva se qualcuno fosse in grado di riconoscere quell’unico uomo rimasto a braccia conserte. Irene, la figlia più piccola di August e Irma credette di riconoscervi il padre. Ancora oggi non si è sicuri che quell’uomo con le braccia sul petto sia davvero August Landmesser, ma il cantiere, Amburgo, il gesto, coincidono coi ricordi della donna, che fu affidata a un orfanotrofio, mentre la sorella più grande era stata affidata ad alcuni parenti.

La foto è poi nuovamente scomparsa dalle scene, risucchiata dalla storia. Oggi, una curiosa circostanza l’ha riportata a nuova vita: lo scatto è ricomparso su un sito giapponese dedicato alle vittime del terremoto di Fukushima, pochi giorni fa. È il successo planetario: l’immagine in bianco e nero di quell’unico uomo che  rifiuta di fare il saluto nazista e se ne rimane con le braccia conserte, nella sua muta protesta in bianco e nero, adesso fa il giro del mondo, rimbalzando sui socialnetwork,  ricordando alle generazioni cibernetiche che dire di no è sempre possibile, anche solo incrociando le braccia.

Eva Signorile

URL breve: http://www.ilquotidianoitaliano.it/?p=137398

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