Gallerie | Scritto da 13 dicembre 2010

Sudan, ragazza indossa i pantaloni: frustata in pubblico

Cinquanta frustate per una 16enne a Khartoum, in Sudan. Nella piazza centrale un poliziotto infligge alla giovane ragazza questa terribile pena solo perché aveva usato un “abbigliamento indecente”, cioè dei pantaloni. La vicenda è accaduta circa un anno fa, ma solo in vista della Giornata dei diritti dell’uomo, il 10 dicembre scorso, alcuni attivisti sudanesi hanno deciso di postare il video, che ritrae la ragazza mentre veniva frustata, sul noto sito “Youtube”.

Sudan

La decisione di porre al pubblico queste dure immagini, nasce dalla volontà di mettere all’attenzione delle autorità sudanesi e del mondo intero, le problematiche che ancora oggi esistono in tema di diritti umani. Un video che ritrae un’esecuzione in piena regola: il poliziotto inizia a infliggere le sue frustate nei confronti della ragazza e quest’ultima che grida disperatamente per il dolore.

Il motivo, dunque, sarebbe stato l’uso di un abbigliamento indecente, da parte della giovane donna,  secondo i costumi del Sudan. Ma gli attivisti non fanno riferimento ai pantaloni, infatti questi ultimi affermano che la punizione sarebbe stata inflitta perché la ragazza aveva indossato la minigonna.

Un caso che si ripete e che ricorda i contorni della vicenda legata alla giornalista sudanese Ahmed Al Hoseini, che nel 2009 finì sotto processo perché in pubblico aveva indossato dei pantaloni. In quella vicenda, accaduta nel 2009, la giornalista riuscì ad evitare le frustate grazie alla massiccia campagna effettuata dai media arabi, ma fu condannata a pagare un’ammenda di 200 dollari.

In merito a questa problematica le associazioni dei diritti umani hanno chiesto, attraverso un comunicato, l’abolizione dell’articolo 152 del codice penale del Sudan, che appunto punisce chi indossa “abiti indecenti”. La diffusione e la sensibilizzazione verso queste tematiche è utile ed efficace. Guardando le immagini del video si ha la netta sensazione di osservare qualcosa di surreale e di estremamente lontano dalle logiche e dai costumi esistenti nel mondo così detto “civilizzato”.

Così come è naturale pensare alle differenze esistenti su un unico pianeta: in occidente, per esempio, dove il gentil sesso ha raggiunto delle tappe importanti in termini di diritti e di parità tra i sessi, vedere donne praticamente seminude, oppure che indossano dei pantaloni, è ormai abituale. In Sudan, invece, i pantaloni sono sinonimo di indecenza. Ecco due poli distinti e separati.

Qual è la “ricetta” giusta? E’ ovvio che entrambi le culture mostrano delle incongruenze: da una parte la donna ha perso la sua femminilità e soprattutto la dignità di essere donna, mentre l’altra parte della medaglia mostra una subalternità eccessiva del sesso femminile che sfocia, inevitabilmente, in misure restrittive anche poco comprensibili. Nel mezzo, forse, si potrebbe trovare una valida risposta.

Angela G.Rubino

Di seguito riportiamo il video che ritrae l’esecuzione, con 50 frustate, nei confronti della 16enne del Sudan:

httpv://www.youtube.com/watch?v=32tATqH91oQ

URL breve: http://www.ilquotidianoitaliano.it/?p=43403

Scritto da il dic 13 2010. Registrato sotto Gallerie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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