Giappone, la ricostruzione costerà 180 miliardi di dollari
Le previsioni per la ricostruzione in Giappone non sono rosee: almeno 180 miliardi di dollari è la somma di cui avrà bisogno il Paese. Il “salato conto” che dovrà pagare a seguito dello tsunami che ha colpito l’arcipelago orientale l’11 marzo, è stato valutato dagli analisti di Credit Suisse, la società svizzera di servizi finanzari, e della banca internazionale Barclays.
La stima fatta dagli economisti è pari al 3% della produzione annuale del Giappone e oltre il 50% in più rispetto al terremoto di Hanshin- Awaji, che colpì la città di Kobe il 17 gennaio del 1995. Il Paese, terza economia mondiale sorpassata dalla vicina Cina, ora non solo deve far fronte ad una crisi economica con un debito pubblico altissimo, ma dovrà anche ricostruire tutte le strutture distrutte dal maremoto.
Infatti, porti, ferrovie, infrastrutture necessitano di un immediato intervento, per cui saranno necessari, secondo gli analisti, almeno 4- 5 anni. La situazione che il Giappone si trova a dover fronteggiare è quasi equiparabile alla distruzione che seguì lo scoppio delle due bombe atomiche alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Per gli economisti, bisogna anche tener conto di altri fattori, come ad esempio la ripresa della produzione, gli effetti da post- sisma, con la conseguente perdita di tempo prima che le industrie siano operative a tutti gli effetti e che si ristabiliscano i ritmi di lavoro nipponici. Inoltre, continuano le preoccupazione per il nucleare anche nel Vecchio Continente: l’Unione Europea teme per la sicurezza degli impianti radioattivi giapponesi.
Infatti, la prossima settimana avrà luogo a Vienna una riunione straordinaria dei paesi membri del Aiea, Angenzia internazionale per l’Energia Atomica, convocata dal commissario Ue, Guenther Oettinger. Questo incontro servirà a valutare la situazione del nucleare in Giappone e discutere della sicurezza degli impianti. L’Aiea, secondo quanto riferito dal suo direttore generale Yukija Amano, ha, inoltre, inviato nel Paese colpito dal disastro naturale una squadra di esperti.
Margherita Micelli Ferrari
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