Palestina, “effetto Egitto”: il premier si dimette
Dimissioni e nuovo incarico lampo per il primo ministro palestinese Salam Fayad. Fonti provenienti dallo stesso governo palestinese hanno dato notizia, ieri 14 febbraio, delle dimissioni del primo ministro con tutto l’esecutivo nella seduta mattutina del gabinetto, a Ramallah, in Cisgiordania, sede dell’Autorità Nazionale Palestinese.
La decisione di rimettere il mandato è tuttavia finalizzata al reimpasto e alla formazione di un nuovo esecutivo. Il presidente palestinese Mahmud Abbas darà, infatti, l’incarico a Fayad di formare “un nuovo governo” per poi arrivare alle elezioni presidenziali e legislative di settembre con un governo rinnovato e pienamente operativo, come caldeggiato dai vertici palestinesi.
Il presidente Abbas lo nega, ma la strategia in atto è causata dal timore di un “effetto Egitto”. Hani Al Masri, giornalista palestinese, e fine analista dalle colonne del quotidiano Al Haya, con sede a Londra, afferma:
“E’ ovvio che la leadership palestinese ha deciso le nuove misure sull’onda delle rivoluzioni tunisina e egiziana. La situazione non è più quella di prima. Si profilano nuovi assetti politici, ci vuole un nuovo approccio e una nuova classe dirigente” .
La popolazione palestinese, stremata e vessata da una situazione economica tragica e dalla morsa militare israeliana, è di umore difficilmente prevedibile e controllabile. Hamas, inoltre, prima forza politica a Gaza, ha preso posizione contro il nuovo esecutivo definendolo illegittimo come il vecchio. Zona calda, la piccola lingua di terra contesa fra Israele e Palestina, sarà ancora una volta il termometro dell’area mediorientale.
Serena Fiona Taurino
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con cio’ non cambia niente e si dovrebbe comunque parlare molto di piu’ dei fateh.