Milano, presentata tra le critiche la scoperta di cento disegni del giovane Caravaggio

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Un centinaio di disegni e alcuni dipinti che Caravaggio avrebbe realizzato in gioventù, quando si trovava nella bottega del pittore manierista Simone Peterzano, sono stati rinvenuti a Milano grazie a una ricerca svolta da due storici dell’arte, Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Le ricerche e le opere sono state pubblicate su due e-book in vendita sin da subito su internet, bypassando in realtà quello che è l’iter abituale delle ricerche nel campo, puntando subito alla vendita e alla campagna pubblicitaria anziché alla critica e alla comunità scientifica.

La ricerca è stata portata avanti attraverso tutta una serie di confronti con i quadri del Caravaggio tenendo presente il criterio formale che si basa, nella fattispecie, sul canone geometrico che si riscontrerebbe nelle raffigurazioni più mature dell’artista e che si configurerebbe come uno degli elementi distintivi di ogni pittore.

La scoperta, qualora accertata, implicherebbe una vera e propria rivoluzione per la Storia dell’Arte e in particolar modo per gli studi sul Caravaggio. Significherebbe infatti che la cifra di virtuosismo ed impulsività, legate da secoli alla figura dell’artista, andrebbe, almeno in parte, a decadere. Infatti si configurerebbe un nuovo identikit sulla personalità artistica del Caravaggio, molto più prudente, il quale dunque sarebbe partito da Milano con teste di carattere, prove e modelli che avrebbe poi riutilizzato nelle opere romane in primis.

La notizia ha scosso il mondo dell’Arte e non ha mancato di destare critiche  sulla prassi della comunicazione e soprattutto sulla metodologia definita carente dal punto di vista dell’analisi stilistica.

Rossella Vodret, soprintendente per il Patrimonio Storico di Roma, commenta: “Sono disegni nuovi, ma interessanti, possono preludere a varie cose, però vanno studiati da chi si occupa dell’artista da una vita, come Mina Gregori, Caravaggio l’ha negli occhi e se lo sogna la notte. Da quanto ho visto, dubito molto ; non mi sembra nemmeno la sua mano”. Mina Gregori, Storica dell’Arte emerita e una delle più grandi studiose di Caravaggio, dal canto suo afferma di non conoscere nemmeno i nomi degli  studiosi, autori delle scoperte.

Bruna Giorgio

 

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