Diaz, confermate le condanne per 25 poliziotti

di -
0 29
Condividi su Facebook 4 Condividi su Twitter 3

Dopo un’iniziale e  formale “Siamo pronti ad attuare le disposizioni della Cassazione”, il ministro Cancellieri si dissocia dalla macelleria gratuita che colpì ignari ed inermi manifestanti nella scuola Diaz, ma esprime anche rammarico per quelli che, paradossalmente, descrive come i migliori uomini delle forze di polizia.

Questi “migliori uomini” sono stati dichiarati definitivamente colpevoli per gli abusi e le menzogne che si consumarono attorno a un vero e proprio pestaggio istituzionalizzato e, oggi, condannati già all’interdizione dai pubblici uffici dovranno abbandonare la divisa.

Per i fatti della Diaz e della caserma di Bolzaneto i giudici si sono visti costretti a chiedere condanne per fatti non gravi (abusi e falsi). L’ordinamento giuridico italiano non prevede il crimine di tortura. Attraverso questo si sarebbe potuto imputare ad agenti e funzionari un crimine che prevede sanzioni adeguate e tempi più lunghi di prescrizione.

Dunque la sentenza della Cassazione, pronunciata alle 19 dopo ore di attesa, ha confermato il  verdetto d’appello che aveva rettificato le ingiustizie del primo grado. In quell’occasione i vertici, coloro che diedero l’ordine, erano stati assolti. Furono condannati i soli capisquadra che guidarono concretamente l’operazione. Oggi invece anche i dirigenti della polizia sono stati giudicati colpevoli. Alla luce di queste nuove sentenze, potrebbe risultare illogica l’innocenza proprio di quello che allora era il Capo della Polizia, oggi promosso a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro. Questi è stato assolto definitivamente nello scorso maggio “perché il fatto non sussiste” rispetto ad un coinvolgimento decisionale di qualsiasi sorta nell’operazione Diaz” e dall’imputazione di falsa testimonianza.

Ci sono voluti undici anni prima che la giustizia iniziasse ad intraprendere il suo corso. Stamattina le scuse dell’attuale capo della Polizia, Manganelli, il quale ha ammesso gli errori. Ma si attendono ancora altre sentenze rispetto a quei giorni. Il 13 luglio prossimo, infatti, sarà la volta del processo a dieci manifestanti che rischiano in totale cento anni per il reato di “devastazione e saccheggio”, reato ereditato dal  regime  fascista, il cosiddetto Codice Rocco, per reprimere qualsiasi tipo sommosse popolari e punisce anche per la “compartecipazione psichica”.

Bruna Giorgio

6 luglio 2012

 

 

NESSUN COMMENTO

Lascia un Commento