Costume | Scritto da 10 giugno 2011

“Green Office Day”: dieci regole per sostenere l’ambiente in ufficio

Come comportarsi in ufficio per favorire l’ecosostenibilità. Oggi, 10 giugno, ricorre il “Green Office Day”, per il terzo anno consecutivo, in cui s’invitano tutti a dedicare alcuni minuti della giornata alle tematiche ambientali, riducendo gli sprechi utilizzando l’energia. L’iniziativa è stata fondata da un gruppo di lavoratori attenti alle tematiche ambientali.

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Lavoro ed ecosostenibilità possono trovare un giusto compromesso? A quanto pare è possibile. Ecco allora 10 regole importanti per perseguire l’obiettivo. È importante recarsi a lavoro a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, come l’autobus, la metropolitana o il treno, al fine di ridurre lo smog prodotto dalle macchine.

Prediligere i documenti digitali a quelli cartacei: per la salvaguardia dell’ambiente e per evitare lo spreco eccessivo di carta. Leggere i documenti, o le mail, direttamente sullo schermo del pc oppure preferire la stampa digitale, a quella cartacea, in formato pdf. Eliminare ogni file inutile dal proprio computer. Dunque oggi è la giornata giusta per ripulire le caselle di posta elettronica, eliminando le mail inutili e gli spam. Pensiamo che ogni messaggio spam produce 0,3 grammi di biossido di carbonio. L’equivalente delle emissioni prodotte da un’auto in un metro di strada.

Inoltre per i messaggi di posta indesiderati, si sprecano, in un anno, 33 miliardi di Kilowattora di energia. Non bisogna, assolutamente, sprecare la carta. Al contrario, è necessario puntare al riutilizzo della stessa, stampando in modo “intelligente”. Quindi, se la stampante è dotata della funzionalità fronte-retro, occorre utilizzarla. Se il foglio da stampare non ha una funzione ufficiale, è bene stampare in modalità “bozza”. Impostare sul proprio pc la modalità “energy saving”, che consente lo spegnimento del computer se inutilizzato. In più è importante ricordarsi di spegnere il computer, quando si esce dall’ufficio, o ci si allontana.

Evitare l’uso della luce artificiale, se la giornata è luminosa. Meglio la luce del sole. Non sprecare troppa carta per asciugarsi le mani e ricordarsi di spegnere sempre la luce prima di uscire. La nona regola “impone” il rispetto della raccolta differenziata. Quindi differenziare carta, cartone e riviste, plastica e lattine, vetro, toner, pile e cartucce di inchiostro per ink jet.

Infine, al decimo posto, troviamo l’utilizzo di materiali così detti “green”. Prediligere la carta riciclata per i blocchi, buste, libri e riviste. Evitare tazze per il caffè usa e getta, utilizzare le scale invece dell’ascensore e moderare l’uso dell’aria condizionata.

I promotori del “Green Office Day” puntano ad una vasta adesione all’iniziativa, chiedendo a tutti di coinvolgere i colleghi di lavoro. In queste piccole, ma efficaci, regole volte alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente prendiamo in considerazione uno dei beni primari del pianeta: l’acqua.

Bene, quest’elemento della vita terrestre è considerato “l’oro blu” moderno, poiché pur essendo la principale fonte di vita dell’umanità, si sta trasformando, a poco a poco, in una risorsa molto strategica. Riccardo Petrella, professore emerito all’Università Cattolica di Lovanio, afferma che “se nei prossimi dieci o quindici anni, non verrà concertata nessuna azione volta a garantire la fornitura dell’acqua in un quadro mondiale” in termini politici, economici, giuridici e socioculturali “il suo dominio provocherà innumerevoli conflitti territoriali”.

Insomma l’oro nero, ossia il petrolio, sta lasciando il posto all’acqua. Il problema è che, ancora oggi, circa un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e si prevede che nel 2025 il numero potrebbe arrivare a più di 3 miliardi. Ecco perché, evitare gli sprechi, è importante. Pensiamo che l’Italia è prima in Europa e terza nel mondo per il consumo di acqua. Gli italiani utilizzano quasi 8 volte l’acqua usata in Gran Bretagna.

Nel frattempo il WWF mette in guardia: in Italia la disponibilità di acqua dolce sta scendendo dai 2.700 a 2000 metri cubi pro capite. In previsione di ciò è evidente la necessità di impostare delle politiche volte alla salvaguardia di uno dei beni primari per la sopravvivenza del mondo, favorendo il risparmio ed eliminando gli sprechi.

Angela G.Rubino

URL breve: http://www.ilquotidianoitaliano.it/?p=91617

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