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Milano, nascse il registro delle unioni civili. Pisapia: “Da oggi ci sono più diritti”

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scritto da antonietta_basile
pubblicato il 27 luglio 2012, 09:47
ultimo aggiornamento
27 luglio 2012, 18:47

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Hanno votato a favore Luigi Pagliuca e Pietro Tatarella,  due consiglieri dell’ala laica del Pdl, Manfredi Palmeri di Fli e il grillino Mattia Calise. Si sono astenuti i quattro consiglieri dell’ala cattolica del Pd mentre la maggioranza del Pdl e della Lega Nord hanno ribadito la loro posizione contraria, definendo il registro: “Una bandierina di Pisapia per le comunità gay”.

Di contro appare soddisfatto il sindaco del capoluogo lombardo: “Da oggi a  Milano ci sono più diritti”, ha esordito Giuliano Pisapia subito dopo la notizia dell’approvazione del registro delle unioni civili.

In aula erano presenti anche esponenti dell’associazioni Arcigay.  Ed è proprio Marco Mori, presidente dell’Arcigay milanese,  a far  trasparire la propria soddisfazione: “Anche nel centro destra in molti hanno riconosciuto che c’è la necessità di riconoscere diritti anche alle coppie omosessuali”. Ha poi concluso: “La
felicità,  la raggiungeremo quando ci sarà la parità. Siamo comunque consapevoli che c’è un percorso in atto”.

La delibera approvata, frutto di un lavoro di mediazione tra laici e cattolici,  è stata rivisitata rispetto a quella originale. Nel testo il termine “famiglia anagrafica” è stato modificato e sostituito da “unione civile” per “rimarcare la differenza tra coppie di fatto e famiglia tradizionale”. E nello specificare e denotare le unioni civili, il passaggio “insieme di persone legate da vincoli affettivi” è stato rimpiazzato dal passaggio “due persone legate da vincoli affettivi”, per “evitare il rischio di poligamia”. In tal modo si è approdati alla creazione di un registro “diverso da quello della famiglia anagrafica ma collegato”, che permetterà
di ottenere un attestato di unione civile. Qui  le coppie di fatto, dopo aver ricevuto il certificato di famiglia anagrafica,  potranno iscriversi. L’aspirazione è quella di “superare situazioni di discriminazione e favorire l’integrazione delle unioni civili nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio”.

27 luglio 2012

Antonietta Basile

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